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Giuseppe   La  DelfA

 

 

     
 

LE  POESIE :

 
 

 

 

 
 
 

L’Alda del 21 marzo ’09

 
Alda dolce fiore dei navigli
ti vedo come un angelo ferito
sul talamo il tuo volto sofferente
a tessere ancora trame d’amore.

 

21– 03– 09  -   Milano.

di  Giuseppe La Delfa

 

 

 

Nel segreto del mio pensiero

 

All'improvviso il Signore

mi fa capire il terreno regno

ad altri non sfiorato

nemmeno con la punta

dell'ombrello.

Sconosciuto

fratello corpo nostro

lascia le debolezze

trasforma le mancanze in virtù

con la forza dello Spirito

di Dio

l'ignota esistenza

della nostra vita.

Continuerà ne sono certo

con l'aiuto di Paolo Apostolo

chiarificatore

una misteriosa luce

che è la luminosità del Santo,

lo splendore

nel volto del chiamato

all'incarnazione

nella dimensione del logos

da peccatori a membra di Cristo

Risorto

nella sua gloria immensa.

 

22– 02– 09  -   Siracusa.

di  Giuseppe La Delfa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A Eleonora

 

Anima sofferente,

all'aurora ti ergi.

Improvvisi silenzi

hanno toccato il cielo stellato.

Tu bimba innocente,

addolorata da antiche ferite

mai rimarginate.

Il buon Dio ti è vicino

e all'orizzonte

un angelo lontano

prega per te;

nel cuore della notte

fino al tramonto della vita.

 

di  Giuseppe La Delfa

 

 
 

 

Meteora

 

 
Sfioravo le ali
di una virgulta colomba
nel cielo stellato una meteora
accarezzava il mio cuore
di bimbo innocente
che saliva al patibolo
al tramonto della vita.
ed io piangevo il poeta inerme.

 

 
 di  Giuseppe La Delfa

 

 

 
 

 

Illusione

 

Nell’ora in cui

mi sentirò solo

schernito dai dolori

e dalle angosce terrene

cercherò sfogliando

le pagine di un libro

ormai ingiallito dal tempo

di ritrovare il tuo viso sereno

anche se oramai mi appare ombra

innanzi agli occhi.

Mi sforzerò di sentire

l’eco della tua voce

mista a quel sorriso

e rivedrò ondeggiare

i tuoi biondi capelli

lasciati liberi al vento

e mi illuderò di vedere

il tuo volto di bimba

rimasto io, fanciullo.

 

 

di  Giuseppe La Delfa

 1984  - 1° Premio  Internazionale di Poesia

Venaria Reale Torino

 

 

 
 

 

Cuori tormentati

 

Accendo il fiammifero della speranza

nel buio tenebroso che mi circonda,

una candida manina

mi porge un bianco rosario

è la preghiera della consolazione

di due anime tormentate da mille pene.

Nel silenzio stellare le nenie giungono

sull’altare dei ricordi .

Due cuori di bimbi orfani dell’amore

vilipesi dal barbaro ladrone

nel giorno del padre profanati.

 

 

12– 09– 08  - h. 22,10   Siracusa.

di  Giuseppe La Delfa

 

 
 

 

Cuore in pena

 

Ognuno sa

la miseria del suo cuore

nel tormento dei giorni vuoti

da una solitudine senza pietà

nel fango

il sogno infranto

e l’incubo sospeso

di un precipizio senza scampo.

Nel baratro la speranza

di una nuova vita

all’insegna dell’amore.

 

 

25– 08– 08  - h. 15,42   Siracusa.

di  Giuseppe La Delfa

 

 
 

 

Anima sperduta nell’universo stellare

 

Dove le galassie

aspettano il mio passare frettoloso.

La poesia soffre

in un mattino d’inverno

che aspetta la primavera.

 

01– 11– 07  - Siracusa.

di  Giuseppe La Delfa

 

 

 

Abisso 

 

Sulla vetta più alta del vulcano

due cuori affranti

divisi dal loro amore

ma uniti da una fratellanza

francescana

si librano d’incenso

nel santuario dei ricordi

tenendosi per mano.

Il crepuscolo all’imbrunire

dava fili di luce

alle anime in pena.

Sul monte di lava e di cenere

prima di lasciarmi

al baratro della solitudine,

una lettura e la consegna                             

della poesia

del tuo perduto amore.  

 

25– 08– 08 – ore 14,59 - Siracusa.

di  Giuseppe La Delfa

 

 
 

   

  

  

Alda Merini   

 

     

Un alone di mistero

mi pervade

un segno di tristezza

nel mio animo

un frettoloso addio

sancisce

la neve di primavera.

 

 

 

21– 09– 06 – h. 17,30  - Milano.

di  Giuseppe La Delfa

              

 

Alla mia musa

 

Fonte della vita

o musa ispiratrice

del mio vagare notturno.

Sublime il senso

al mutare delle ore

sole luminoso, ascetico

linfa visiva

del  genio incarnato

il dono medianico.

A te rivolgo lo sguardo

misterioso interrogativo

nella realtà funesta.

Tutto intorno è squallore

realtà ineluttabili,

miserie umane

si intrecciano all’ombra

di una cupola

dove c’è un Dio che piange .

 

 

2– 08– 08 – h. 00,45  - Siracusa.

di  Giuseppe La Delfa

 

 

Al di la della vita terrena

 

Il  cuore a stento riesce a tacere

infinità di coincidenze

nei giorni del mio supplizio.

Il calvario è alle porte

ad un passo dell’oblio.

Scoprire l’arcano

in mondo così  vano

dalla certezza un desiderio

del  conforto divino

nel temporaneo luogo terreno

di una chiara luce

vicina ad un albero di pino.

 

 

24 – 08 – 08 - h. 14,32 - Siracusa

di  Giuseppe La Delfa

 

 

A Sofia Jannello

 

Mi sei madre

sull’altare dei ricordi.

Nella tua essenza.

lo sguardo assente

al chiaro di luna.

di chi sale al patibolo.

 

25 – 07– 08

di  Giuseppe La Delfa

 

 

 A una donna meravigliosa

 

Nel silenzio stellare 

la saggezza infinita       

mi porta a sognare.

Nella tormentata esistenza,

ho vagato per mare,

monti e valli.

Ho consumato

gli occhi alla fioca luce

di un’abatjour.

Nelle pieghe dei miei anni

sono incisi solchi profondi

di sofferenze, patimenti e dolori.

Lungo il sentiero della vita,

un evento straordinario

l’incontro di una dolce donna,

minuta, umile, buona

più delicata della seta,

forte come una roccia,

nutrita di buon senso e lucidità.

L’ho incontrata nel luogo consacrato,

nel sorriso e nel suo sguardo

ho capito la sua tribolata vita,

le molte lacrime versate

le poche gioie assaporate,

le ansie di una madre premurosa.

Questa meravigliosa creatura

ancora oggi si nutre di amore divino

ed io contagiato raggiungo il sublime.

 

 

26 – 07– 08 – h. 0,33 - Siracusa.

di  Giuseppe La Delfa

 

 

Anima mia santifica lo Spirito di Dio

 

Guida il mio passo Signore.

Mi hai ricolmato di doni.

Mi hai dato la pace.

Mi hai illuminato d’immenso.

Mi hai salvato dalle tenebre.

Mi hai dato la gioia del perdono.

Hai scelto me misero peccatore

come strumento del Tuo disegno.

Ti offro per sempre me stesso

apostolo del nuovo millennio

nella terra dei martiri e dei santi.

 

 

Guida  il nostro passo Signore .

Ci hai ricolmato di doni.

Ci hai dato la pace.

Ci hai illuminato d’immenso.

Ci hai salvato dalle tenebre.

Ci hai dato la gioia del perdono.

Hai scelto noi miseri peccatori.

Come strumento del Tuo disegno.

Ti offriamo per sempre noi stessi .

Apostoli del nuovo millennio .

Nella terra dei martiri e dei santi.

 

26 – 07– 08 –  ore 01,10    Siracusa.

di  Giuseppe La Delfa

 

 

Giglio dei navigli

 

Richiamo d’amore

nella tua poetica solare

la tua preghiera

di bimba innocente

al patibolo solitario   

non trovi pace

ma cerchi luce

in fondo ad uno scrigno vuoto

e’ l’alba di un nuovo giorno

la speranza di chi ti ama

prega per te giglio dei navigli

nella terra dei santi .

 

 

di  Giuseppe La Delfa

 

 

           Alla Mamma Celeste di Siracusa

 

Il mio cuore palpitava da lontano

da giovane virgulto ti implorava

desiderava il tuo manto protettivo

Una certezza che sa di antico

una preghiera dall’alto del monte

esaudita in un bel mattino gioioso

nella città di Sant’Agata per la terra dei santi

ritrovare Santa Maria, Madre di Dio

nella luogo del martirio di Santa Lucia,

il mio limpido pensiero di fanciullo vagò

nella semplicità, una ingenua purezza,

accompagnata dall’umiltà congenita.

La dolcezza è segreto d’amore.

La consapevolezza di amare il prossimo.

La certezza nell’indomito coraggio di apostolo

nella sofferenza il tormento e l’estasi

di una vita pura come sorgente viva

nella tristezza, il donarsi alla Madonna

la nostra mamma che ha pianto per noi.

 

 

29 – 07– 08 –  ore 0,11    Siracusa.

di  Giuseppe La Delfa

 

 

Santa Speranza

 

Passano frettolosi

quali acque d'un ruscello

i giorni del nostro vivere.

Un sorriso una gioia un conforto

ogni ora ci  è negato.

Si vive tormentati

quali servi d'un padrone

che sempre chiede.

A volte sconfortati

viene da dire

non ci riesco più

forse è la fine

Ma, nel nel buio

balugina una fiamma

è la santa speranza

che ci sostiene

a ripigliare d'accapo.

 

 

di  Giuseppe La Delfa

 

 

 

Donna

 

Affascinato dalla tua divina

aurora perpetua

sotto la luce

di Afrodite mattutina.

Il cuore di un poeta

palpita per te.

Riflesso solare

del rito ascetico

Tu pietra viva

hai tolto il fango

al peccatore inerme

Ti sento nel mormorio

delle acque

nell'alito del vento

nel sussurro dell'aria .

Abbagliato dalla tua

immensa dolcezza.

 

 

di  Giuseppe La Delfa

 

 

                    Notte a Taormina

 

Serata magica

incantevole cornice

di pietre millenarie

in riva al mare.

Un venticello serale

accarezza il volto

di leggiadre fanciulle

parigine nella cavea

dell’antico teatro.

Luci variopinti

abbagliano i biondi capelli

delle dolcissime nordiche .

Ed io estasiato guardo il cielo,

la complice luna, mi fa sognare.

 

 

31– 07– 08 – ore 24,00     Taormina.

di  Giuseppe La Delfa

 

 

Onora il Padre.

 

Cani famelici

dalle sembianze umane,

nel cuore della notte

azzannano le mie membra,

sull’orlo dell’oblio.

Una disperazione ,

che sa di antico,

un pianto liberatorio

sul sacrato della mia chiesa.

Il dono del  DIO

Misericordioso

indica la via maestra

sulla via del perdono,

mi fa sopportare

le angherie di fango,

nell’oscuro mondo crudele,

che ha perduto per sempre

il rispetto al Padre Celeste.



 

03 – 07– 08 –  Siracusa.

di  Giuseppe La Delfa

 

 
 

 

 

Assurdo

 

E’ assurdo vedere

soffrire un poeta

dalla tempra d’acciaio

per un incomprensibile

mai capito

atto d’amore divino.

La sua vita è come un fuscello

ai quattro venti.

Scoprire l’arcano

del tempo arenato .

 

 

16– 09– 08– Siracusa 

di  Giuseppe La Delfa

 

 

 

A Paolo Pagliaro

 

Il mio cuore

si tinge di bianco.

Questo è il mio canto

all’alba di un nuovo giorno

davanti all’acqua quieta

nella baia megarese

si erge il faro antico.

Un cavaliere errante

come amico nella furia del vento.

 

 

25– 07 – 08 – Siracusa

di  Giuseppe La Delfa

 

 

 
 

  

 

Alda Merini

Tu cuore in pena

afflitta da avvoltoi

senza pietà

che si insediano

nel tuo scrigno prezioso

a offendere la tua fame

d'amore.

Petalo sofferente

da infami oppressori.

 

 di  Giuseppe La Delfa

 

 

 

Ad Alda

 

Nel silenzio ascolto

la tua odorosa voce

dal profumo di un fiore

mai appassito.

Avvolgo i miei pensieri

nei ricordi di un dolce sorriso

in lontananza ti cerco.

Non vedo il tuo viso,

ma resta il velato ricordo

della tua luce infinita.

 

 29– 06 – 08 – Reggio Emilia

di  Giuseppe La Delfa

 

 
 

 

 

 

All’angelo dei Navigli

 

Accarezzo la tua sofferenza

e mi accorgo che può scatenare

tempesta nel mio cuore.

Un librare di emozioni

fino all’alba del nuovo giorno.

 

30– 09 – 06 – ; h. 24,00 - Catania, ospedale garibaldi.

di  Giuseppe La Delfa

 

 

Sogni svaniti

 

Sogni svaniti

delusioni dell’essere

stanchezza inconcepibile

orgoglio ferito

notti insonni

ma al mattino

accarezzo il viso

di una bimba

e il suo sorriso

mi fa rivivere.

 

22– 04 – 067– Reggio Emilia  

di  Giuseppe La Delfa

 

Innamorato

 

Un cuore innamorato

per le vie del mondo.

una felicità effimera

toccata con la punta

di un ombrello

maculato dal tempo,

e l’anima di una bimba,

ha perduto

la speranza

sull’altare vuoto.

 

18– 09 – 08 – h. 04,30  - Siracusa

di  Giuseppe La Delfa

 

 

 

Un alone di mistero

 

copre Alda

mi pervade un segno

di tristezza nel mio animo

un frettoloso addio

sancisce la neve di primavera.

 

 

21– 04 – 07 – Milano

di  Giuseppe La Delfa

 

 

 

 Canto notturno

 

Un cuore innamorato

per le vie del mondo

da  peregrino antico.

 

Nella sofferenza

notturna un barlume

di sincera speranza.

 

Incontrare la beatitudine

delle anime elette dal Signore

al calare della  sera.

 

 

16– 02 – 08 – Siracusa.

di  Giuseppe La Delfa

 

 

Ad Antonina

 

Baciato dall’aurora del mattino

mi ergo errante alla ricerca del divino

dove un sogno appare a me vicino

un incontro d’amore voluto da Gesù Bambino.

 

Mi  porta a Te Lucia dolce vocina

complice la Tua prediletta Antonina

ho stretto a me la sua candida manina

estasiato in preghiera  ogni mattina.

 

Abbagliato da un’immagine solare.

Fulminato dalla grandezza del Buon Dio

una rimembranza interiore del passato

 

M’appare la realtà già predestinata

un dono immenso  mi sopraggiunge

a me misero sofferente peccatore.

 

 

20– 02 – 08 – Siracusa.

di  Giuseppe La Delfa

 

 

                      Fra cielo e terra       

 

Estasiato dalla sublime natura celestiale

vago triste romito alla campagna

ove la sabbia nera luccica al riflesso solare.

Fiorellini di ginestra sorridono ammaliati

in un incanto eruttivo del vulcano fertile

fuoco vivo come il sangue del siciliano.

Un venticello di primavera vibra

accarezzando le ali di una bianca colomba

al primo volo, s’impenna nel cielo nitido

ai piedi del parco e due passeri solitari

felici si librano nell’immensità dell’universo.

 

di Giuseppe La Delfa

 

 

 

Ad Alda Merini  
 
 
 
 

Folgorato dalla tua immagine solare 
 

Affascinato dalla tua voce possente. 
 

Un tremore  che sa di antico . 
 

Una rassicurante mano materna 
 

Accarezza la mia anima  rimasta fanciulla   
 

Alda sfiora il lembo del mio cuore 
 

ed io vagherò per le verdi colline dell'universo

 

 

di  Giuseppe La Delfa

 
 
 

 

Anima sperduta nell’universo stellato

 

Solitario cammino

per le vie sperdute dell’universo

dove le galassie aspettano il

mio passare frettoloso

è intersecato di angustie

quotidiane senza senso.

La poesia soffre

in un mattino d’inverno

che aspetta la primavera. 

 

1 – 11 – 07 – Siracusa.

di  Giuseppe La Delfa

 

Alla principessa di porta ticinese

 

Tu cuore vissuto

afflitta da famelici

avvoltoi,

che si insediano

nel tuo scrigno prezioso.

Petalo sofferente

da infami oppressori.

 

settembre ’08 0re16 - Milano.

di  Giuseppe La Delfa

 

 

Alla principessa di Ripa di Porta Ticinese

(Alda Merini)

 

Mi dilania il cuore
al vedere quel volto afflitto
come se fosse
una martire al patibolo.
Amabile doclce Alda
indifesa dalle miserie umane.
Diansi a lei inerme
colgo emozioni forti
rose rosse di Verbania
una cornice di ricordi
al frettoloso vento di primavera.
Domani la rivedrò ancora?
 
 

21 – 04 – 07 – h. 16,00 - Milano.

di  Giuseppe La Delfa

 

       

Al confratello Filippo Raciti

 

Un’anima solare è volata in cielo

A pascolare nelle verdi

colline dell’universo.

Dove il Buon Dio

l’accoglie come un figlio

immolato sull’altare dell’innocenza.

Il non posso  credere

che il cuore umano

arrivasse a così tanto,

distruggere, un fratello

innocente chiamato al dovere,

barbaramente scannato

come un agnello al macello.

 

Sant’ Agata perdonaci

per questo giorno di lutto

proprio nel giorno della tua festa.

 

 

05 – 02 – 07 –  Catania.

di  Giuseppe La Delfa

       

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

     

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