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Giuseppe   La  DelfA

 

 
     
 

 

 
 

EVENTI  CULTURALI  2009 :

 
     

16 Novembre 2009

Il poeta siracusano Giuseppe La Delfa al liceo King di Agira

 

 

 

 

 

Sabato 7 novembre 2009, nell’ambito del progetto scolastico Poeti e Scrittori raccontano, il vulcanico poeta-scrittore e commediografo Giuseppe La Delfa, alla presenza dei docenti e del dirigente scolastico Giuseppe Sammartino, che ne ha sottolineato le molteplici attività di ingegno, con notevole capacità affabulatoria, ha intrattenuto gli alunni del Liceo linguistico Martin Luther King di Agira sulla tematica Canti e tradizioni popolari in Sicilia, riscuotendo ripetuti ed entusiastici applausi.

 L’incontro con i ragazzi del liceo inizia con un minuto di raccoglimento in memoria della poetessa Alda Merini, già candidata al premio nobel per la letteratura, per la quale il relatore ha declamato la struggente, toccante ultima sua poesia dal titolo evocativo Il lamento del mio cuore.

 Il brillante relatore, dopo una dotta e particolareggiata introduzione sull’origine e lo sviluppo fino ai giorni nostri della poesia dialettale siciliana, che ha visto, da Cecco Angiolieri a Ignazio Buttitta, ricordato sia per il loro forte legame di amicizia, che per essere stato, se non l’ultimo, un autentico, ispirato, rappresentante della millenaria tradizione dei cantastorie siciliani, un susseguirsi di eccezionali poeti dialettali che hanno certamente influenzato la lingua e la letteratura italiana da Dante ai giorni nostri, allo scopo di suscitare negli studenti l’amore per la poesia, la cultura e le tradizioni della nostra terra, ha posto l’accento sulla loro riscoperta anche alla luce della sua ultima pregiata fatica letteraria avente il titolo di “ Nenie, canti preghiere, invocazioni,orazioni, feste religiose e proverbi nella Sicilia di ieri e di oggi ”.

  Ripetuti, entusiastici applausi ha suscitato la lettura di diverse sue poesie, tra cui ricordiamo la melodiosa e toccante A Ignazio Buttitta ed i coraggiosi, pungenti canti d’accusa a “stu governu”, a “ sti malantrini, al “ cainu assassinu” di A Giuanni Falcuni, A Paulu Borsellinu e L’assassinu do’ jurici Sariddu Livatinu, tratti questi ultimi dal volume di poesie dal titolo Peddi di villutu. Tra gli ospiti è stato presente il poeta assorino Pino Tamburella che ha letto, anche lui con ripetuti applausi, alcune sue poesie tratte dal volume Il volto della vita.

       Pino Sammartino

 

 

 

 

EVENTI  CULTURALI  2008 :

 
     

Convegno di Primavera - SIRACUSA 2-5 Maggio 2008 -

 

 
     

6 Aprile 2008

 
Siracusa si tinge dei sublimi colori della Poesia.

Eccezionale evento a Siracusa: serata conclusiva della 1a Edizione del Concorso di Poesia Dialettale Siciliana “Nino Marzà”.

 

 

     
 

Domenica 6 Aprile 2008, a Siracusa, nel salone di Rappresentanza della Capitaneria di Porto, gremito per l’occasione, si è tenuto un evento culturale di notevole rilevanza: sono stati premiati i vincitori della 1a Edizione del Concorso di Poesia dedicato al poeta “Nino Marzà”, bandito dalla Delegazione Siciliana dell’A.N.PO.S.DI., in collaborazione con la Conf.A.C. e con l’Associazione Culturale MarranzAtomo di Catania. La serata è stata organizzata e  presieduta dal Delegato Regionale dell’A.N.PO.S.DI., il poeta Antonino Magrì (coadiuvato dal Vice Delegato Regionale Giuseppe La Delfa), che ha  introdotto la manifestazione, facendo rilevare l’importante ruolo rivestito dal 1952 dall’Associazione, con sede centrale a Roma, che preserva e diffonde la cultura dialettale italiana attraverso cenacoli di poesia, convegni di studio e pubblicazioni varie. La Delegazione Siciliana ha fortemente voluto la realizzazione di questo Premio per ricordare la figura del grande poeta catanese Nino Marzà, vissuto per diversi anni anche nella città di Siracusa, scomparso nel 2006. Marzà fu considerato il “poeta galantuomo” per i tratti di nobiltà e disponibilità d’animo che lo connotarono, per l’amore intenso verso la terra natia che dimostrò con uno studio attento della storia della Sicilia e decantandone le bellezze attraverso la propria arte poetica. In qualità di Delegato Regionale dell’Associazione Nazionale Poeti e Scrittori Dialettali (A.N.PO.S.DI.), Marzà si prodigò a livello nazionale per portare avanti con passione ardente l’immagine della Sicilia ed il suo elevato valore etico e culturale, cercando di mostrarne il volto più vero ed anche, purtroppo, meno conosciuto. La riuscita della serata si deve anche all’impegno costante ed indefesso del nostro poeta e scrittore Giuseppe La Delfa che è stato uno degli attivi organizzatori. Hanno presenziato alcune autorità militari tra cui il Comandante della Capitaneria di Porto di Siracusa, Capitano di Vascello Antonio Munafò, il Tenente Colonnello dell’Aeronautica Militare, Giovanni Girmena e tutti i familiari del poeta a cui è stato dedicato l’evento, compresi la moglie Beatrice ed il figlio maggiore Salvatore, che hanno vissuto il momento celebrativo non senza un moto di estrema commozione. Ospiti d’Onore il Presidente Nazionale dell’A.N.PO.S.DI., il dott. Mimmo Staltari e Signora, giunti per l’occasione dalla sede nazionale, il Vice Presidente della Conf.A.C. dott. Augusto Lucchese ed il maestro pittore Vittorio Ribaudo, mecenate della cultura artistico-pittorica siciliana, che ha donato alcune sue opere ai vincitori. La Giuria del Premio, presieduta dal prof. Giuseppe Gulino, docente dell’Università di Catania, era composta da personalità di altissimo livello in campo letterario, il giornalista dott. Alfio Patti, la prof. Cettina Maccarone, l’operatrice culturale Vera Ambra, il poeta Marco Scalabrino e la segretaria regionale Rosalba Randone. Nei mesi scorsi i membri della Giuria hanno dovuto svolgere un’intensa attività di selezione per scegliere le liriche più meritevoli tra le oltre 300 pregevoli opere pervenute da ogni provincia siciliana, prova tangibile che la nostra terra annovera poeti dialettali di indubbia finezza e maestria. A impreziosire la serata, un miniconcerto del grande chitarrista classico catanese, il maestro Daniele Ferlito, che ha reso omaggio alla memoria del Poeta, eseguendo alcuni brani che Marzà amava tanto: Capriccio Arabo e Recuerdos de La Alambra di F. Tarrega.  Il maestro annovera molti importanti concerti al suo attivo, il suo prezioso intervento, connotato da un’ottima regolarità ritmica, da un suono pulito e scevro dai comuni canoni, ha  sublimato in un connubio magico ed armonico due arti così affini quali la Poesia e la Musica. I vincitori sono intervenuti da varie parti della regione: proveniva da Palermo il poeta classificatosi al terzo posto, Tindaro Spadaro, con la lirica “Sbrizzia”; il 2° posto è andato a Flora Restivo da Trapani, con la lirica “Mazzamareddu” che, assente giustificata, ha delegato per il ritiro del Premio il giornalista, poeta e scrittore cav. Giuseppe La Delfa, il quale ha letto il messaggio di delega della poetessa; e da Firenze è intervenuto il vincitore del 1° premio, Senzio Mazza, originario della provincia di Catania, che con la lirica “Pizzini d’amuri” si è aggiudicato una pregevole opera pittorica su legno dell’artista internazionale maestro Vittorio Ribaudo, un elegante trofeo alla sicilianità, l’abbonamento annuale all’A.N.PO.S.DI. e la partecipazione gratuita ai 4 giorni di Convegno Nazionale A.N.PO.S.DI. che si terrà a Siracusa nei giorni  2-3-4-5 maggio 2008. Le poesie vincitrici sono state declamate dall’attore catanese Orazio Aricò e le motivazioni delle liriche vincitrici dall’attrice siracusana Mirella Parisini. La serata si è conclusa con la declamazione accorata da parte del poeta dialettale catanese, Gaetano Petralia, di una lirica di Nino Marzà, che ricordiamo ancora per l’immenso orgoglio che nutrì per la propria sicilianità e per la Poesia che si faceva in lui inno e speranza, mediatrice quotidiana tra i molteplici patemi umani, strumento che “aiuta a vivere”. Il merito dell’artista Marzà sta nel suo modesto ripiegamento all’ombra di un pudore che lasciava spazio solo al respiro dei versi.

          Maria Luisa Vanacore

 

 

 

 

 

1  Marzo 2008

 

 

Dedicata al compianto giudice Livatino l'Aula Magna dell'Istituto Comprensivo De Amicis di Siracusa con la partecipazione del siracusano poeta Giuseppe La Delfa.

 

 
 

     
 

 

     
   
EVENTO CULTURALE UNICO: ARTISTI DELLA PROVINCIA DI SIRACUSA ALLA RIBALTA SUL TEMA DELLA LEGALITA’. 
 

OMAGGIO AL GIUDICE LIVATINO CON L’INAUGURAZIONE A SIRACUSA DI UNA COLLEZIONE-MUSEO PERMANENTE.

 
Il 1° Marzo 2008, a Siracusa, patrocinata dall'Assessorato alle Politiche Scolastiche e dal 5° Istituto Comprensivo, presieduta dal Dirigente Scolastico Giovanna Strano, alla presenza di numerose personalità del mondo scolastico, sociale, artistico, culturale e politico e di un nutrito pubblico, si è celebrata la Cerimonia di Intitolazione dell'Aula Magna del 5° Istituto Comprensivo" De Amicis" al giovane Giudice siciliano Rosario LIVATINO, deceduto a soli 38 anni per un unico scopo: una vita dedicata alla Legalità. Il singolare evento è il risultato dell’impegno sinergico di numerose personalità del mondo culturale siracusano tra cui il Poeta, Scrittore, Giornalista, Cav. Giuseppe LA DELFA che si è prodigato per la riuscita della Manifestazione e che ha recitato una sua lirica, scritta in memoria del giovane Giudice.

Numerosi gli artisti siracusani intervenuti che hanno reso omaggio alla memoria di Livatino, declamando le proprie poesie, esibendosi in canti, balli ed intrattenimenti musicali in una varietà artistica di generi che ruotavano tutti intorno al tema comune della legittimità.

Artisti da ogni parte della Provincia hanno donato le proprie opere artistiche che, insieme a quelle della Poetessa e Scrittrice priolese Maria Luisa VANACORE, fanno parte di una Collezione-Museo permanente LIVATINO, a lui dedicata nell'Aula Magna della Scuola con pubblicazione delle opere donate su depliant illustrativo corredato da breve biografia, pubblicato per l'occasione. Sono intervenuti alcuni parenti del Giudice, la sua Prof.sa del Liceo ed alti Magistrati che hanno testimoniato sull'elevato valore morale e sullo spiccato senso civico del Giudice "ragazzino" che nella lotta al crimine aveva creduto senza remore fino a morirne... 
 

    Maria Luisa Vanacore

 
 
     

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