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Giuseppe   La  Delfa

 

 

     
 

GLI  ARTICOLI:

 
     
 

CONCORSO LETTERARIO “NINO MARZA’”: SINTESI DI ARTI VARIE, IMPORTANTE EVENTO CULTURALE A SIRACUSA.

La cornice poetica della I Edizione del Concorso Poetico-Dialettale, intitolato al grande Scrittore siciliano Nino Marzà, organizzato dall’A.N.PO.S.DI. (Associazione Nazionale Poeti e Scrittori Dialettali Italiani), ha visto la sua fase finale a Siracusa nella serata interamente dedicata alla premiazione che si è tenuta Domenica, giorno 6 Aprile 2008, nel salone di Rappresentanza della Capitaneria di Porto e che ha fatto da sfondo ad uno straordinario evento culturale. Grazie all’impegno del Delegato Regionale, Poeta e Scrittore Antonino Magrì, del Vice Delegato Poeta, Scrittore, Giornalista, Cav. Giuseppe La Delfa e del Capitano di Vascello Antonio Munafò la città potrà ricordarsi di un evento unico che ha dato l’avvio ad un’occasione di incontro tra varie forme d’arte, unificate sotto l’egida della Poesia. Personalità di rilievo del panorama culturale sono convenute per l’evento, da Roma il Presidente Nazionale dell’A.N.PO.S.DI., Dott. Mimmo Staltari, da Catania il Vice Presidente della Conf.A.C., Dott. Augusto Lucchese, i membri della Giuria, note firme del mondo culturale-letterario locale, oltre a  Poeti e Scrittori provenienti da varie province siciliane in un caleidoscopio di voci dialettali variegate che per l’occasione si sono incontrate per uno scambio interculturale davvero inusitato per la nostra città. L’originalità dell’evento sta nella miscellanea di Arti: Poesia, poeti locali e di ogni provincia si sono confrontati con i propri vernacoli, oltre ai vincitori del Premio provenienti da varie province siciliane; Teatro, prezioso l’intervento di attori locali che hanno declamato le liriche classificatesi ai primi tre posti ed alcuni versi di Marzà; Pittura, degne di nota le opere pittoriche su legno donate ai vincitori dal grande Maestro Vittorio Ribaudo; Musica, incantevoli i suoni grazie alle raffinate melodie del grande Chitarrista Classico catanese, il Maestro Daniele Ferlito, che ha allietato la serata, intercalandosi ai versi, con un omaggio alla memoria del grande poeta, eseguendo  dei brani che Marzà amava tanto, Capriccio Arabo e Recuerdos de La Alambra di F. Tarrega. Il maestro annovera molti importanti concerti al suo attivo, il suo prezioso intervento, connotato da un’ottima regolarità ritmica, da un suono pulito e scevro da comuni canoni, ha  sublimato in un connubio magico ed armonico due arti così affini quali la Poesia e la Musica. Tra le personalità di spicco del mondo musicale della nostra regione, il Maestro Ferlito si pone certamente come una delle maggiori, grazie anche all’impegno da lui profuso nell’avviare alcune classi di chitarra in diverse scuole della città di Catania. E’ innegabile che il mondo della cultura sia un universo di sinergie, l’evento dedicato a Nino Marzà, per la sua riuscita e per l’importanza a livello formativo, si innesta in un percorso di studio, di ricerca e di crescita culturale, basato sul confronto interprovinciale e lo scambio tra arti, movimenti, ideologie siciliane diversificate.

 

 

 

 

     
     
  OMAGGIO AI POETI DI GIUSEPPE LA DELFA.

La forza seduttiva dell’opera d’arte (soprattutto della poesia) è circondata da un alone magico e divino .Quindi la poesia è stata per millenni un canto eterno dell’uomo, la nenia dei suoi sogni e delle sue speranze, il grido delle sue gioie, dei suoi dolori e delle sue conquiste e perciò inteso come un dono soprannaturale che si effonde nella possessione dell’entusiasmo e che ha il potere di dilettare e di affascinare l’ascoltatore. Il poeta ispirato rafforza i poteri visualizzanti della sua arte e coinvolge immediatamente l’uditorio negli eventi evocati dal canto. Chi dopo i grandi poeti del passato vedi Omero, Sofocle, Euripide, Eschilo, Saffo, Dante, Petrarca, Virgilio, Teocrito, Ariosto, Tasso, e tanti altri grandi di ogni tempo e paesi, avrebbe avuto l’ardire di fare poesia se non spinto da una intima necessità e da un irrefrenabile testimonianza, di dialogo, di sublimazione del vissuto ? E’ così l’uomo di sempre, l’individuo di ogni generazione, l’essere imprevedibile che ciascuno di noi è, gravato dalla globalizzazione, confuso e disorientato da una miriade di voci sghignazzanti che urlano fuori dal contesto letterario, oppresso da un presente senza sbocchi e da una vita ostile oscura e affascinante, il poeta non potrà mai rimanere sordo, cieco, indifferente e muto come un una pianta, ne appartato e solo come un lupo.
Quindi, dal momento che ha imparato ad esprimersi, non ha più smesso di esternare i suoi sentimenti nobili, servendosi di parole, di suoni di colori di forme, di movimento e gestualità, sebbene ciò gli costi sacrificio, incomprensione, a volte anche sofferenza, ostilità, persecuzione fino a rischiare la vita, gli affetti, la libertà.

 

 

     
 

 
     
 
... diventare paladino della lingua siciliana attraverso i versi di una poesia d’amore verso l’isola


È accaduto allo scrittore di Ramacca Vito Tartaro il cui ultimo libro è “Carcariari”


Da tempo sentivo parlare di questo straordinario poeta -scrittore di Ramacca di anni 68. Non avevo mai letto niente di lui, ma adesso per sua gentile concessione ho divorato nella notte l’ultimo suo libro “Carcariari” con Cunti e Canti siciliani.
La poetessa Flora Restivo di Trapani da tempo mi parlava di lui, ho cercato nelle librerie a Siracusa senza successo. Adesso, avendo ricevuto e letto le sue poesie, ascoltato la sua voce per via telefonica, apprezzo anche la sua voce genuina sia di poeta che di uomo di cultura, la struttura, la musicalità della sua poesia e la forma dialettale del siciliano antico che mi fa ritornare a ricordare la fanciullezza , quando i nostri genitori e i nostri nonni parlavano in siciliano stretto con vocaboli oggi non più in uso se non agli addetti ai lavori. A mio avviso Vito Tartaro vivendo a Ramacca sente l’influsso e le parlate dialettali dei paesi vicini e di ciò ne fa tesoro nei suoi scritti. Siamo consapevoli che vocaboli così rari si trovano sicuramente solo nei vocabolari del Traina, del Mortillaro, del Rapisarda e “dulcis in fundo” nel Piccitto -Tropea ( Il più completo e aggiornato vocabolario formato da cinque volumi esistente in commercio). Vito Tartaro è stato recensito da illustri e prestigiosi scrittori e giornalisti come Vincenzo De Maria, Rino Giacone, Salvatore Camilleri, Salvatore Di Marco, Nino Cremona, Corrado Di Pietro, Adalgisa Biondi, Giuseppe Cavarra , Emanuele Schebari, Marco Scalabrino, Lina Riccobene , Silvana La Spina e Manlio Cortellazzo. Tartaro, ha pubblicato numerosi libri fra i quali gli ultimi in ordine di tempo, come Nannaparola (poesie), 1999, Strada e Terra 2001, (narrativa) e Cuntannucuntannu (2004). A questo paladino della lingua siciliana va un augurio, che tanti lettori possano conoscerlo e apprezzarne i suoi canti e cunti.


di Giuseppe La Delfa

 

su quotidiano di Siracusa "Libertà"

 

     

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