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Giuseppe   La  Delfa

 

 

     
 

 

"Antologia Poetica"

IN MEMORIA DI ALDA MERINI

a cura di Giuseppe La Delfa

 

 


 

 

PREFAZIONE:

Biografia di una psiche. Ripensando ad Alda 


                 Ad un mese dalla sua scomparsa mi piace ricordare l’esistenza superiore e il genio sublime di Alda Merini. La sua naturale capacità di far coincidere poesia e vita. La sua naturale capacità di arrivare al sacro in maniera limpida e diretta tramite le vie tortuose di una trasgressione mirabile e argentea. Una continua pietra di inciampo, una segno di contraddizione per tutti coloro che sono abituati a ragionare secondo un tracotante, quanto inefficiente buon senso e che godono nell’inventariare il mondo fissando tutto in categorie precostituite, aride, infeconde.
Alda possedeva una energia trascinante, scaturita da una psiche strapazzata dal dolore e dalla nebbia, una psiche dentro cui è contenuta la vera biografia di questa donna e di questo poeta capace di parlare a tutte le generazioni e a tutti i livelli, ai dotti e al popolo.
La vera biografia di Alda non è contenuta solo negli eventi che possiamo storicizzare e calendarizzare richiamando la giovinezza in cui a soli 16 anni comincia a scrivere e si vede pubblicata nell’antologia di Spagnoletti, la fase dell’internamento nel manicomio e quella posteriore in cui ricomincia a scrivere divenendo un vero e proprio mito poetico. Quella vita non sta negli eventi estrinseci, ma nei momenti che hanno un significato più profondo, nei vari “kairòs” in cui la sua energia vitale riusciva a sintonizzarsi con una energia mistica e musicale da cui promanavano melodie pregne di riflessioni, di compassione, di trasalimento.
Di questa mia idea, e cioè che la vita di Alda Merini è la vita di una psiche che non si può comprendere a partire da calendari esterni, è confermata dalla sua agenda speciale, tanto segreta quanto pubblica. In realtà Alda Merini non aveva un’agenda nel senso di un libro in cui fossero elencate e catalogate le persone con i loro relativi numeri. Aveva un’agenda molto grande le cui pagine erano le pareti di casa e il cui ordine era quello del caso misto a quello del cuore. Nelle ampie, grandi pareti veniva scritto il proprio numero e il proprio nome come se fosse un personale battesimo della poetessa, un entrare a far parte del proprio mondo intimo, del filo ininterrotto delle proprie quotidianità. E in quelle pareti tu eri presente nella mente della poetessa con una concretezza davvero paradossale. In una delle lunghe conversazioni lei decise di scrivere il mio numero, di conservarselo da qualche parte. Bisognava trovare uno spazio libero in qualche muro della casa. Eravamo nel salone e lei si girò di spalle e scrisse il mio recapito col cognome nella parte del salone dove era collocato il pianoforte sul quale soleva suonare qualche volta, con talento.
La ostensione dell’agenda non precludeva una certa privacy. A volte c’erano solo numeri e solo lei sapeva a quale persona corrispondessero./ Andrea Velardi

 

[ continua :  http://artevizzari.italianoforum.com/i-libri-preferiti-f9/antologia-poetica-omaggio-ad-alda-merini-t2013.htm  ]

 

 

 

Lettera-commento di Gaetano Quinci

 

Articolo su "La Sicilia" -  8 - 3 - 2010

     

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