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Giuseppe   La  Delfa

 

 

 

"Poeti Amici"

 
 

 

Lucia Campisi 

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Biografia:

            Lucia Campisi, poetessa in lingua è vernacolo è nativa di Siracusa. Ha conseguito il Diploma presso il Liceo Classico Gargallo ed intrapreso successivamente gli studi Universitari frequentando per due anni la Facoltà di Lettere e Filosofia ad indirizzo Lettere Moderne.

Scrive poesia d'Amore e a sfondo sociale; iscritta dal 2008 all'Associazione dei Poeti e Scrittori dialettali di Roma (A.N.PO.S.DI.), ha partecipato a Concorsi, Convegni e Manifestazioni Culturali e Poetiche nelle province di Siracusa, Catania e Messina.

 
  POESIE:  

Notte

 

 
E' notte! Tutto tace.
Nulla turba questa pace.
Il correre, gli affanni sono finiti.
Il cielo mi fa compagnia
con le sue stelle.
tutto attorno a me
sembra maestoso e misterioso.
Medito sulla profondità
del mistero dell'essere
mi sento impotente
di fronte a questo arcano mistero.
Nuvole nere di angoscia,
di tristezza
avvolgono l'anima mia.
La mente è sconvolta,
annebbiata.
il cuore rompe gli argini .
Piango
mi sento piccina, piccina, un soffio
dinnanzi al mistero della vita.

 

 

 

 

 

 

 

Mammuzza

 

Matri ,

mammuzza mia  adurata,

mi manchi tantu.

Mi manca 'a to' facciuzza

tunna e bedda,

mi manca 'u to' surrisu,

'a to' carizza, 'a to' vuci

aruci, aruci, aruci

chianciu, pirchì riuordu

quannu mi strincevutu

fotti, fotti

o' to' pettu amurusu

e' mi riceutu  accucciannumi,

allisciannumi 'i capiddi

figghia, figghia mia priziusa,

nun ti frasturnari,

nun pinzari cchiù e' to' vai,

prija 'u Signuri

pirchì  Iddu sulu,

ti po' cunsulari .

uora 'u to' cuscinu jè ri' petra,

rripusa 'nta santa paci

nun poi cchiù sintiri  'i m' 'e suspiri

sugnu sula 'na 'stu munnu  viulentu

mi sentu propriu comu 'nu saccu  vacanti

comu 'na ugghia persa,

ma ti penzu

e ti sentu vicinu a' mia

pirchì si' stata

e' si 'u trisoru ra' vita mia.

 

©  Lucia Campisi

Ill vento

 

Odo il mugghiare dell'impetuoso  vento.

Scuote le cime  degli irti eucalipti.

Sento il gemito degli svettanti alberi.

Il mio cuore palpita

cerco di frenare i battiti.

Ascolto , ascolto con stupore

una dolce voce,

richiamo d'amore

che rende vivi  i miei pensieri,

li fa vorticare nell'immensità del cielo.

 

                                                          Je' nata 'na stidda

Ringraziu Diu,

ccu tuttu 'u me' cori,

picchì vivu jorna filici

propriu comu chiddi

ca "Iddu" runa e' Santi,

accussì sulu,

pozzu riri,

ri aviri gudutu

'i gioii cchiù priziusi

'ra vita.

I lacrimi,

linianu

'a faccia mia

ma sunu lacrimi

ri preju,

ri cuntintizza.

A casa mia,

pari nu jardinu 'ncantatu,

chinu di ciuri janchi e rosa

rintrona ri musica,

ri canti e risati,

picch' m'à nasciutu

'na "stidda".

Jè 'na niputedda,

bedda quantu 'u suli

'na cosa rara e spiciali,

'nu beni priziusu,

mannatu do' Signuri.

Jè 'n angilu,

biunnu e ricciutu,

'nu faguttinu rosa,

'nta so' naca,

fatta di veli e pizzi priziusi.

Mi talia sempri,

quannu m'avvicinu

ccu l'ucchiuzzi so' lucenti

pari ca mi rici:

nanna, nanna mia,

pigghimi ccu tia,

stringimi 'nte to' vrazza

fotti, fotti,

cantami

'a ninna nanna,

cca to' vuci,

aruci, aruci

fammi addummisciri

supra 'u to' pettu amurusu.

                                                                                         ©  Lucia Campisi

Maria Luisa Lucia Vanacore

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Biografia:

 

 

 

Maria Luisa VANACORE di anni 45, coniugata e con due figli è Docente di Scuola Primaria, nativa di Torre del Greco (NA). Vive da sempre a Priolo Gargallo (SR), dove insegna ed è attiva con diversi incarichi, tra cui  quello di Segretario del Consiglio d’Istituto, dal 1992 presso il 2° Istituto Comprensivo “A. MANZONI” di Priolo Gargallo. Ha ottenuto ad oggi tra le Nomine più importanti quelle di “Accademico” de IL CONVIVIO (CT), di Accademica di merito de “IL ROMBO” di San Cipriano d’Aversa (CE), di Delegato Comunale della città di Priolo Gargallo dell’A.N.PO.S.DI. (Associazione Nazionale Poeti e Scrittori Dialettali). E’ iscritta in diverse Associazioni Poetico – Letterarie ed ha partecipato alla sperimentazione e pubblicazione di un testo nazionale per l’animazione alla lettura, una scolaresca in provincia di Napoli ha studiato alcune poesie tratte dal suo libro. Appassionata di letteratura e poesia, si cimenta nella scrittura da sempre. Come pittrice spazia tra vari generi e abbina l’arte della poesia alla pittura esponendo in numerose mostre con un gruppo di artisti pittori e scultori, tra le quali Manifestazioni ricordiamo: “Vivi Priolo Arte e Cultura”, “Invito al viaggio” al Museo di Melilli (SR), Mostra Artigianato, Mostra di “Caricature candidati a Sindaco”, Estemporanea di Pittura a Priolo Gargallo, MODIDARTE a Carlentini (SR) ecc. E’ anche una valida giornalista e collabora con il settimanale provinciale “IL DIARIO”; ha pubblicato numerosi articoli, recensioni e critiche letterarie su quotidiani locali, su giornali, riviste on line e su siti internet dove è possibile fruire anche di sue poesie pubblicate altresì su Riviste del settore e su numerose Antologie di Premi Letterari. Per la sua vena poetico-letteraria ha ottenuto importanti riconoscimenti e vinto numerosi Premi a livello Nazionale ed Internazionale in Concorsi Letterari e di Poesia.  Ha pubblicato il suo primo libro di Poesie con il patrocinio del Comune di Priolo Gargallo dal titolo “Solchi ed Evoluzioni dell’Anima”.  Altre sue pubblicazioni sono presenti in Antologie e Riviste Letterarie. Numerose le Segnalazioni di Merito e i Riconoscimenti, è arrivata finalista in molti Premi di Poesia; tra i primi dieci si è classificata alla IV° ediz. del Premio Naz. Letterario permanente on-line “FINALMENTE POESIA” ed anche all’VIII° Conc. Int. “Il Saggio-Citta’ di Eboli”, finalista anche alla V° ediz.del Premio Letterario “Elsa MORANTE” di Roma, alla VII° Ediz. del Concorso Nazionale di Poesia, Narrativa, Teatro “Osservatorio 2004” di Bari, al IX° Concorso Naz. di Poesia “Il Saggio-Città di Eboli”, alla IV° Ediz. del Premio di poesia “Rosario Livatino” di Sorrento, alla II° ediz. del Concorso di Poesia e Narrativa del Comune di Roscigno, e ancora Finalista con Menzione Speciale al Premio Int. di Poesia e Narrativa INSIEME NEL MONDO IV° ediz. di Albisola Superiore (SV) e V° ediz. di Genova, al I° Concorso Naz. “Luigi Porro” di Termini Imerese (TP) e allo VIII “Memorial  Rosa Balistreri” di Licata (AG).

Tra i primissimi e più recenti Premi poetico-letterari ricordiamo :

-          4a classificata ex-equo Premio Letterario “Agorà: uomini e donne a confronto” 2004.

-          2a classificata 5° Concorso Nazionale di Poesia e Breve Racconto “Il Nodo” 2005 – Taranto.

-          Premio Letterario Teatrale “Nino Martoglio” per la Letteratura - Priolo Gargallo (SR) 2005.

-          3a Classificata  7° Premio di Poesia “SANTO GRINGERI  i luoghi del Cuore”- Pellegrino (ME) 2005.

-          Premio Speciale 5° Concorso Nazionale di poesia e narrativa “Vittorio Alfieri”- Asti.

-          2° Classificata III Edizione Premio Internazionale di Poesia “Franco Falco” 2006 - Savona.

-          Menzione speciale nella  sezione Silloge - 2° Concorso Totus Tuus – 1^ Rassegna Nazionale di poesia religiosa – Patti (ME).

-          3° classificata con medaglia di bronzo con il volume ”Solchi ed Evoluzioni dell’Anima”- Premio della Cultura per la Poesia Edita –Trofeo“ MEDUSA AUREA”- XXX Edizione – Accademia Internazionale di Arte – Roma.

-          3° ex equo per il racconto breve - Concorso Letterario Nazionale “ Città di Sortino” - Associazione Culturale Pentelite. Pubblicazione del Racconto su Antologia.

 

  POESIE:  

Avvicendarsi

 

Le foglie sono fogli di carta
scarabocchiati con tinte accese
i gialli del sole che brilla
tempestati sono di smeraldi
vermigli come sangue che sgorga
d’arancio simile al frutto succoso.
Alcune d’esse arrotolate son,
scarmigliate come chiome al vento
puntiate di chiazze variegate
miste di colori tra i più svariati.
Sono le foglie d’autunno
gemono sotto le sferzate del vento
che s’agita come impazzito
volteggia al tramonto
nel cielo color del pruno.
Leggiadre nonostante l’età
aprono danze sinuose
talora nervose
e giocano
nella sera che cala più fresca,
frizzantina come l’acqua
di fonte che sgorga
volteggiano e s’ode leggero frastuono
mentre picchiate dal vento si frangono
si spezzano come fragili cristalli di luce
spezzoni si sgretolano in terra
che il selciato pare ammantarsi di coriandoli.
E’ natura che si spoglia
toglie l’abito usurato,
colorato quanto mai
ma oramai liso
consumato dal tempo tiranno
che corre come impazzito.
Le foglie come pagine ingiallite dal tempo
si adagiano al suolo
e tra lo scricchiolare nervoso
sotto le scarpe del viandante
che corre impettito
odi come un pianto sommesso
lacrime dai riflessi di mille colori.

©  M.L. Vanacore

* * *

Venditore di rime


 
 Del poeta puoi saper ogni cosa
 leggendone gli scritti
 scopri il suo mondo.
 Ti racconta egli ogni aspetto
 apre il suo animo
 e svuota l’intimo.
 Regala brandelli del suo mondo
 profuma l’aria che tocca
 suona eterne melodie.
 E’ il poeta
 ritempra lo spirito affranto
 modifica il presente
 si proietta nel futuro.
 Rivede la storia del passato
 e ne produce canzoni
 gesta immemori rivela.
 Il poeta è
 un estimatore del bello
 un fruitore di emozioni
 a basso costo.
 Chi è il poeta?
 Colui il quale sa donare
 tiene per sé
 solo i rimasugli
 pezzetti di vissuto
 che sono le perle
 più ambite
 le stelle più preziose
 sono il dolore
 del cuore
 che non confessa
 nemmeno a se stesso

©  M.L. Vanacore

* * *

 

Alito di liberta'à

Sangue da polsi serrati
che gronda tra anelli di catena
la prigione sono lacrime
che sudo tra la folla.
Ali spiegate al vento
nel buio della notte
per urlare la voglia
di tempo che non ho
che gli anni m’han rubato.
Un sentiero e una luce
sul monte s’apre il mondo
la libertà  è  tutta  là  assisa
su quella cima che svetta
nel pianto la divoro
mentre levo il mio disperato
canto d’amore al cielo.

©  M.L. Vanacore

* * *

Il mio ricordo vive in te

Del paesotto notavi
i colori di pietra grigia,
sorgeva tra rupi e sterpaglie
come un fungo tra i boschi,
solitario e assorto
sonnecchiante a ridosso del monte.
Tra il lento scorrer d’ore
la piazzetta s’animava
di volti rugosi
come pietre rocciose
bianche capigliature
sgorgavano tra le panchine
nello spiazzo colorato da piccole viole
sbocciate tra le sparute aiuole.
L’aria frizzava di brezza
che il venticello animava
tra le fronde ricciute dei pini
baciati da un minuscolo raggio di sole,
tenue, anch’esso fresco e leggero.
Balconi fioriti s’affacciavano
sul piazzale colmo di vita quieta
vasetti minuscoli di candide ortensie
olezzo di lillà e pane sfornato
il cinguettare del passero sul davanzale
l’odore della biancheria stesa al sole
quiete e assenza di rumore.
Il cielo terso d’un giovane sereno
palle di nuvole macchiate d’azzurro
tutto era calma e freschezza.
D’intorno la pace si respirava
assente la logica del progresso
il caos del mondo un lontano ricordo.
Mi portavo in quel luogo
sempre più di sovente
sentivo quell’angolo di terra
sempre più vicino e sempre più mio
mi donava la quiete che attendevo
il riposo dei miei stanchi anni
e come lui agognavo all’imbrunire
il farsi nuovamente giorno.

©  M.L. Vanacore

 

* * *

Flavia Vizzari

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Biografia:

 

             Flavia VIZZARI,  è pittrice e poetessa,  Accademica del "Verbano", Cavaliere per l’Arte della Contea di Modica, Accademica D’Onore “Il Rombo”, Accademica "Giosuè Carducci" d'Ischia, membro H.C. del Centro Divulgazione Arte e Poesia U.P.C.E. di Sutri (VT); è stata delegata di Messina de "Il Convivio" dal 14 Marzo 2004 al 4 settembre 2006, in questo periodo in collaborazione ha dato l'avvio al Premio Internazionale d'Arte Figurativa "Filippo Juvara"; delegata provinciale di Messina dell' A.N.PO.S.DI.  dal 24 settembre 2007 al 8 maggio 2009 facendo conoscere questo gruppo di poeti dialettali con la sua instancabile e lodabile solerzia ed efficienza anche nel messinese; collaboratrice della "Messinaweb.eu" di Messina, per l'organizzazione di eventi culturali, estemporanee e mostre d'Arte Internazionali, creatrice della manifestazione periodica peloritana "Messina in Arte"; referente per la Regione Sicilia della Onlus Mecenate di Arezzo

Dipinge dal 1979 e ha scritto la sua prima poesia più o meno nello stesso periodo, come libero sfogo dell’animo. Negli ultimi cinque anni ha intensificato la sua produzione poetica arrivando alla pubblicazione nel Luglio 2009 del suo primo libro "... e chiovi" edito dalla Edizioni del Poggio di Poggio Imperiale - Foggia e annoverando ad oggi buoni meriti e riconoscimenti, tra i quali si citano :

-   la MENZIONE per la sez.poesia –italiano al conc.“Emozioni in Armonia”2002 Messina;

 -  il 4° PREMIO al Concorso  “Severino Caspanello” 2003 Messina;

 -  classificata al 10° Posto ( 146 partecip.) alla VII° Ediz. del Concorso “Poesia e Immagine” 2005, dell’Ass. Urania Lombardia di Cislago (VA);

 -  Assegnazione Premio, il 21 Maggio 2005, al Conc. Int. “Vincenzo Rispoli” di Salerno – PAESTUM;

 -  MENZIONE d’Onore, alla VI° Ediz. del Premio “CREATIVITA’ ITINERANTE” - 4 Giugno 2005 di Rodi Garganico;

 -  4° PREMIO, il 25 Settembre 2005 al Conc. Di Poesia “Mario Luzi” sez. Dialettale,  dell’Ass. Raggio di Sole di Brolo a Gliaca di Piraino ( Messina );

 -  FINALISTA al 4° Conc. Letterario Naz.“Gens Vibia” 2005 (23 Ott.) dell’Ass.Cult. PEGASO di Marsciano a Perugia;

-   Partecipazione con lettura di proprie poesie, su invito, all'incontro della 1° Edizione "La Donna nella Poesia" 8 - Marzo - 2006, organizzato dal MOVIMENTO Nuova Presenza "G.La Pira" - Università - MESSINA -

Motivazione Attestato : " Ispirata dall'eterna musa della poesia, concepisci struggenti e melodiche strofe, esalti i sublimi valori dello spirito, rinunci all'inverecondo condizionamento edonistico mediatico, offrendo la lirica dei tuoi versi alla riflessione di una società civile, che sebbene distratta da voluttuosi richiami del conformismo e da un alienante modello esistenziale, intende riscoprire la gioia degli ideali, che racchiusi nell'aureo scrigno della tua libera e serena coscienza irradiano vibranti tensioni morali." dott. Calogero Centofanti.

- MENZIONE d'Onore di Poesia Sezione Dialettale - 22 Ottobre 2006 - XVII° Ediz. Premio Nazionale Madonna di MONTALTO - Messina -

http://www.santuariomontalto.it/eventi/graduatoriafinale.pdf

- 12 Novembre 2006, MENZIONE per la Sezione Dialettale al  XXI° Premio COLAPESCE 2006 - dir. dr. Lillo Alessandro, Pres. Giuria : Ella Imbalsano Amoroso

- 12 Luglio 2008, MENZIONE d'ONORE  al  VI° Concorso "MISTIC ROSE" di Siracusa.

- 30 Agosto 2008, attestato di partecipazione, "8° Memorial Rosa Balistreri" LICATA - AG

- FINALISTA al Concorso Letterario Nazionale “Città di Sortino” 2008

- FINALISTA al Premio Letterario Nazionale “IL Calatino” 2008

- 2° PREMIO sez. LINGUA SICILIANA al Premio Rosario Piccolo 2008, dell'Ass Cult Beniamino Joppolo

- MENZIONE per sez. A in Lingua al Premio ASAF "La Rinascita di Messina: Pilastri della Speranza" - 30 Dicembre 2008.

- FINALISTA 8 Maggio 2009 - 2° Conc. "Sinfonia Dialettale"- Ass. Cult. IL FARO - Roma.

- PREMIO SPECIALE poesia siciliana (4° posto) 27 Luglio 2009 - "Itinerando l'Arte - il Tram a Messina"

Sue poesie sono inserite in Raccolte ed Antologie quali: - "Scrittori del terzo millennio" a cura di Giuseppe Stella - Milazzo SPES 2006; - "Omaggio ai sentimenti" dell'Association Européenne des Cheminots - Palermo 2006; - "Prosa e Poesia" 3° Premio San Valentino - Calatabiano 2005; - "pennacalamaio@zacem.it " dell'Ass. Cult. Savonese Zacem , 2008; Poesia in piazza dell'Ass. "B. Joppolo" - Patti - ed MAGI. E sono presenti anche su Internet (oltre che al proprio Sito Artevizzari e Blog) al Concorso Poesi@ & Rete by SputniX.it, http://www.son.it/index.html.it ,  sul sito del Medico e Umanista dott. Rosario Rocco De Vitis, sul Sito dello scrittore e giornalista Pippo La Delfa, su "Modulazioni" di Franco Santamaria, nell' Official Web Site di Paolo Visconti, in le Paroleperte di Giuseppe Bianco, su www.onlusmecenate.it,  sul Parabitaonline,  su www.dicearco.it ecc.

 
  POESIE:  

E chiovi ... …

 

E chiovi,

sbrizziannu alleggiu alleggiu,                                      

chiovi jìntra di lu cori,

chiovi supra lu mari                                   

e chiuvennu cchiana

a lu straventu

assicutannu lu celu.

                          

E chiovi …

chiovi macari

addintra nuvuli janchi                                      

chi d’appressu la luna

canciunu culuri, 

chiovi nta lu centru

di li stiddi scunfinati.

 

E chiovi …

chiovi nta tuttu l’insemi

mistiriusu di lu celu 

comu chiovi

dintra di tia,                                                    

dintra di li to’ pinzeri                                         

raccamannu nta li stiddi.    

       

E chiovi …

chiovi vulannu cu lu ventu,                              

scinnennu sutta di lu mari                                

e cu sapi … po dàrisi

ca forsi forsi chiovi

puru attornu attornu                                 

e ntra lu menzu di nui.              

 

E piove …

 

E piove,/ piove adagio adagio,/ piove dentro il cuore,/ piove sopra il mare/ e piovendo sale/ in aria/ inseguendo il cielo.// E piove …/ piove pure/ dentro le nuvole bianche/ che vicine alla luna/ cambiano colore,/ piove in mezzo/ alle stelle sconfinate.// E piove …/ piove in tutto l’insieme/ misterioso del cielo/ come piove/ in te,/ nei tuoi pensieri/ ricamando tra le stelle.// E piove …/ piove volando nel vento,/ scendendo in fondo al mare/  e chissà …può darsi/ che forse forse piove/ anche attorno attorno/ e in mezzo a noi.

© Flavia Vizzari

 

* * *

 

 * * *

 

 In pineta

 

Tra gli alberi della pineta mi rifugio,

sotto lo splendore del cielo azzurrino

che tra il fogliame alto dei pini fa capolino.

 

 

Ammiro il barlume che, dalla tenda

montata a due passi, si sparge

e tutto intorno è la Pace.

 

 

Guardando all’ orizzonte sussulta il mio cuore,

è silenzio dintorno, tace anche il vento

e dentro me, sento crescer l’Amore.

 

 

Estatica mi appare la natura,

nel silenzio ascolto l’armonia melodiosa;

luce e colori mi invadono il cuore,

 

 

in quest’ oblio mi sento più forte,

sicura, erma al dolore

e non vorrei discostarmi da tanto stupore.   

© Flavia Vizzari

 

* * *

 

Con poco

 

Con poco potresti

aprire cieli infiniti

dare spazio

al bello ed al buono

alimentare positività

 

doni d’artefice

ricevesti

intriso sei

di grande pensiero

ti basta un colore

per fare gioire

ti basta un verso

per emozionare

una parola in più

per creare melodie inusitate

 

con poco

un tuo piccolo niente

per donare

linfa vincente.

© Flavia Vizzari

 

Rita Dugo

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Biografia:

 

                Rita Dugo, di anni 35, coniugata con due figlie, è nata a Siracusa il 17/01/1974 e vive da qualche anno a Priolo Gargallo, dove lavora presso la segreteria di Giurisprudenza del Consorzio Universitario “Megara Ibleo”.

Sin da ragazza si è sempre interessata di cultura generale, maturando un grande interesse sia per le materie scientifiche che per quelle umanistiche. Abilitata insegnante di scuola primaria e di lingua francese, si è dedicata all’insegnamento privato. Dopo la morte di un caro zio, al quale era molto legata, avviene in lei un cambiamento profondo che la accompagnerà negli anni successivi. Si avvicina improvvisamente alla poesia, come spinta da un’entità maggiore e decide di partecipare ad un concorso letterario.

Nel 2004  consegue un attestato di merito alla poesia proposto dalla rivista culturale siracusana “ARETUSA 2000” a cui fà seguito la pubblicazione di alcuni articoli  di saggistica. Dopo una lunga e silenziosa pausa riprende a coltivare la sua passione poetica con maggiore interesse, riscoprendo una sensibilità d’animo per anni occultata.

 

 
  POESIE:  

Verbo



Avrei immortalato mille istanti
per giungere ai confini dell'impossibile
quel pensiero di non lasciar andare via
di far migrare lontano empi presagi
l'abbandono ad un dolce letargo,
un sonno eterno
per non patire il dolore
per non spiegare vele del passato
per ricordare con quanta cura
Dio mi Ama .
Il verbo incarna nella tua poesia ,
si sgretola lenta la roccia
e scivolo lungo i pendii delle tue parole ,
in celestiale tormento .
La neve che minaccia il tempo
si traveste di chimere ,
un sole adesso appare
e le sue impronte su di me.

(dedicata a Giuseppe La Delfa)

 

Pioggia



Lo scroscio insolente
sul diafano vetro,
un nervoso puntellare
di gocce arroganti
rabbonite da tenui velluti floreali;
il calpestio di una intimità,
l’odore acre di un presentimento…
Tutto plumbeo il cielo rugge
e la terra insolentita
accoglie tremante la fiammeggiante saetta.
Il passo lento ormai s’affretta
e la gora che effonde i suoi tentacoli,
riflette limpida sull’asfalto
ogni umana solerzia.
Una reliquia di purezza
sul mio volto stanco,
il suo scavare lento
che attraversa cadenzato
ogni angolo della mia anima
e con essa i miei sogni da bambina.

 

© Rita Dugo

Luciuzza mia



Luciuzza mia,
bedda comu u suli,
u ciuri chiu’ raru du munnu,
veni cummia ca ti lassu lu cori allegru,
ca ti portu luntanu di sta terra
unni l'occhi toi s'arricrianu a taliari.

Lassa lu populu anticu,
ca ti fici mali,
ca ti purto' lu ventu.

Sulu stu caluri t’aiuta,
pigghia li manu mei,
ca sentunu friddu
senza li to suspiri.

Luciuzza mia,
lu sangu voti.

 

La maschera




Il mio volto adesso,
e’ celato da una maschera.

Posso osservare il mondo
solo dalle sue finestre..
e vedo ombre,
ombre tenebrose che dilagano.
Come scudo dell’anima
il suo avvolgente metallo;
che preserva la mia innocenza,
dalla crudelta’
e dall’ignoranza.
Il respiro e le parole soffocate,
la voce solo a questi tristi occhi,
che videro morire affranti
la pienezza dello spirito.
Ma una luce filtra…….
laggiu’ in lontananza,
una luce m’abbaglia…
che cos’e’?
e’ il richiamo alla vita,
alla sua profondita’,
alla speranza
di un eterno rifiorire
e dall’oscura voragine….
…..il risveglio.

Il mio volto adesso,
e’ il sole nascente.
 

©  Rita Dugo

Federica Pistritto

@

Biografia:

 

            Federica Pistritto, è nata a Siracusa, frequenta l'Università al 2° anno della facoltà dei Beni Culturali della stessa città a indirizzo archeologico ed è Socia dell’ “A.N.PO.S.DI.” (Associazione Naz. Poeti e Scrittori Dialettali).

Ha cominciato a comporre i suoi primi teneri versi in piccolissima età, per poi accrescere questo interesse facendolo divenire vera e propria passione. Inizia il suo cammino letterario con l’Associazione Culturale Internazionale Helibel, con sede ad Acicatena, partecipandone ai concorsi varie volte e aggiudicandosi i seguenti riconoscimenti:

nel 2001 un 2° premio per una poesia in lingua. Nel 2002 un 1° premio per una poesia in vernacolo locale, “Sarausa  mia”, e nel 2003 un 3° premio per un’altra poesia in lingua; oltre a varie segnalazioni e targhe dalla medesima.

Ha partecipato altresì a concorsi letterari indetti dal Premio Letterario Internazionale Siracusa trofeo Papiro D’oro. Dalla Ars Millennium. Dalla Tribuna Letteraria e dall’Associazione Turiddu Bella, ottenendo lusinghieri consensi.

Frequenta l’Associazione Culturale d’Arte Moderna e Contemporanea Galleria Roma di Siracusa e si è anche dilettata nella composizione di qualche farsa. Un romanzo già terminato è nell’attesa d’essere pubblicato.

        
  POESIE:  

 

Resterò ad aspettarti sull’uscio del tempo,

tra i respiri d’ogni bianca nuvola,

su ogni stella che incarna il sentimento.

Resterò sdraiata sulla luna

per cullarti quando si fa notte

e condurti alle secrete porte

ch’aprono la fantasia

    una

        per

            una..

 

 

T’aspetterò ai confini del mondo..

Agli orizzonti che incantano il cuore,

tra cascate di limpida purezza,

sui tramonti che mozzano il fiato.

Volerò sui riverberi d’acqua,

ch’al riflesso

      richiaman

            tuoi occhi..

                      e in cui,

  trovo me,

                                come specchio..

                                e dal cui specchio trabocchi.

 

 

 

 

 

                                                                                            © Federica Pistritto

 

Io Volo..

grazie al mio fanciullo..

 a la poesia che pulsa e che pervade.

La mia dolce.. calda poesia..

e sono orizzonti

         di sogno

             che percorro.

 Se t'ho accanto,

 non volerò sol con i pensieri

ma sponde sacre di sapori

sfiorerà la prua del mio veliero,

intimo e nascosto all'altrui vento.

Terra di candore..

caldo mio maniero..

     Spiccherò quel volo ch'io attendo

       sul sentiero

aperto al sentimento.

spiccheremo insieme..

e saranno ali di magia

e sogni senza tempo..

cieli di stelle

e notti di dolcezze..  

    ...insieme

..t'aspetterò ai confini 1del tempo;

di quel tempo ke toglie ogni fiato..

di quel tempo..ch'attende il tuo cuore..

e sperduto non s'udrà giammai

ai caldi battiti del sole

nato di recente..

e chissà per qual volere   ...

si, t'aspetterò caparbia

e lotterò le schiere del destino,

e lotterò quel lungi ch'attanaglia,

e insieme,

il mio veliero prenderà sull'onde

la sua vita a impavido cammino

lungo le spume amabili e feconde..

lungo quel mar ch’è dolce.. e ch’è canaglia

 

 

Dimensione poetica

 

Ancestrali aurore

baciano orizzonti senza tempo

e drappi di tramonti rubicondi.

Quanti sospiri

al cielo dell’estate,

par la sera cogliere

         e cullare..

ed io..

m’abbandono

    a queste note

         arcane

ch’acquietano i timori, e il sentimento.

Volano l’ultim’ ali della sera

al turbinio magico e giocondo;

a quel vermiglio, sempre più solenne.

               Ed egli..

                   s’assopisce

 su le dolci acque

               che maestose rende.

                                         T’acque…

 © Federica Pistritto

 Rosa Anna Mistretta

@

Biografia:

               Rosa Anna Mistretta, siracusana di adozione è nativa di Casteltermini (AG). Consegue a Siracusa la maturità tecnico-commerciale e si qualifica successivamente Consulente del lavoro. Le sue vere passioni sono però sempre state la prosa e la poesia. Negli ultimi anni 90 inizia a comporre i suoi primi versi che, presentati ai concorsi indetti dal Centro Letterario Internazionale HELIBEL di Aci Catena vengono apprezzati e premiati dalla giuria. Per questa sua vena poetica, riceve targhe e diplomi di merito. Più di una antologia racchiude sue liriche. Si diletta, nei ritagli di tempo, alla stesura di un romanzo.  
  POESIE:  

Frivolezze di primavera

 

 

 

 

Cosa c’è stamane, non capisco…

vuoto la mia tazza presto presto

per rifar letto, cucina e tutto il resto;

ma terso il ciel m’invita alla terrazza,

ove frizzante un alito m’investe,

intriso di salsedine e d’agreste.

Ma si…ma certo, mi faccio una risata:

“Sarà la Primavera , perciò son frastornata”.

Ma sento un batter d’ali, lì,

vicino al mento…

e tosto una vocina vivace e frizzantina:

“Buongiorno lumacona! Che fai lì imbambolata,

non vedi che ci sono, datti una svegliata!”

Cos’è questo che sento, ma è un’ impertinente!

Cosa mi succede, non vedo proprio niente.

Mi scuoto, sbarro gli occhi, ma…

“Guarda chi c’è fuori”,

ha un volto d’alabastro ed è vestita a fiori.

Le dico: “Ma chi sei?”

“Non sono una chimera…

Son quella ch’aspettavi, son donna Primavera!”

“Ah…alfine ce l’hai fatta a farti rivedere;

perché poi così tardi, vorrei proprio sapere!”

“Son stata osteggiata da un gruppo di guerrieri,

vento, pioggia e gelo, m’han combattuto fieri.

Ma ho preso le mie armi e l’ho tirate fuori,

e indietro li ho mandati, mostrandogli i miei fiori.

M’adesso devo andare, cara la mia vecchietta,

vo’ a colorar prati e ho proprio tanta fretta!”

così come danzando, mi lascia fluttuando.

“Ma…cosa, ho le traveggole?

Forse stò sognando?

Ma…cosa, a me vecchietta dà quella bribetta?”

Ancor più frastornata, lascio la terrazza,

m’avvicino al tavolo…

riempio un’altra tazza.

 

 

 

 

 

 

© Rosa Anna Mistretta

 

Tramonto di giugno

 

 

Sereno è l’occhio, rapito ad osservare

distesa d’acqua azzurra, un ciel cangiante.

Rincorrersi le rondini sul mare

lungo il bel vedere di levante.

 

Come dolci mi son questi tramonti

di questa città greca ove pur io

cresciuta son lontana da quei monti

e da paese che più non sento mio.

 

E intanto che serena anche la mente,

tali pensier rincorre, tal realtà;

sul lato mio sinistro dolcemente,

s’accendono le luci di città.

 

Or tutta Ortigia m’è com’una fiaba,

viuzze e vicoli s’adagiano alla sera.

Questa città di cui m’incanta l’alba,

natìa non m’è, ma è più che madre vera.

 

 

 

La Zizzania

 

A non smentir stamane un mio difetto,

difetto ch’è quello del pensare,

guarda cosa vo’ a rimuginare:

Il mal che fa dell’uomo, l’esser gretto!

 

Sorvolo sui vizi capitali

E vo’ a meditar s’una stoltezza

Che l’uomo sciocco avvolve con prontezza

                      Si dai suoi natali.

 

È quivi che l’insania

al batter d’un momento,

simile a zizzania

ne intorbida il frumento.

 

D’essa parlò l’Altissimo

nel libro suo magnifico,

libro ch’è eccellentissimo,

libro ch’è a noi prolifico.

 

Ei disse: “Non mangiate

quest’erba che non vale,

se uso voi ne fate

può procurar male”.

 

Il bravo comandante

ami la ciurma schiva!

e quella tracotante

la releghi alla stiva!

 

Questa è fra parabole

Che incluse nella lista,

le lascia in incunabole

Matteo l’Evangelista.

 

Ma allor questa zizzania

a chi la si può dare?

Lasciamola al Dio Eolo

che sa come cullare…

 

Se gente deleteria

ha piccola la mente;

chi n’ha usi materia:

la lasci nel suo niente

 

© Rosa Anna Mistretta

     

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